lunedì 7 dicembre 2009

Furoshiki


Dopo il Kamishibai, di cui avrete prestissimo notizie fresche, ecco un'altra idea destinata a diventare un tormentone: Il Furoshiki (風呂敷).
Probabilmente fino a ieri ero rimasta l'ultima a non sapere cosa fosse.
Questa volta è stata la mia proverbiale pigrizia a captare in rete questo oggetto magico, che mi ha attratto fortemente per la sua ovvietà.
Sono rimasta stupefatta davanti alla sua semplicità che ha del miracoloso per una come me che si delizia dei lavoretti altrui ma che è quasi del tutto refrattaria a prendere un ago in mano.
Mi sono fatta perfino un krafty-corner sul soppalco ma lo evito accuratamente.
E' per questo che quando ho scoperto il Furoshiki ho esultato.
Non è necessario por mano ad ago e filo per realizzare nientemeno che borse, delle specie di Mei-Tai (molto elementari rispetto al meraviglioso originale che Claudia de La Casa nella Prateria realizza con amore e competenza), dei cuscini e, opportunamente in questo periodo natalizio, pacchetti-regalo.







Ma insomma, di cosa si tratta?
Il nome giapponese “Furoshiki”, che combina le parole “furo” che significa “bagno” e una forma del verbo “shiku” che significa “stendere”, risale al periodo Edo (1603-1868), quando i bagni pubblici erano di moda e i loro frequentatori portavano le proprie cose avvolte in stoffe quadrate.
La protagonista di questa struggente cartolina giapponese d'epoca reca tra le mani un prezioso involto che ha questa denominazione, ma mi ricorda tanto quando a Pasqua  noi bambini innocenti e circonfusi di un'aura di purezza portavamo le uova colorate in chiesa, avvolte in un tovagliolo fresco di bucato, bianco candido e magari ricamato, perchè fossero benedette alla fine della Messa.



Il Furoshiki dunque non è altro che un semplice riquadro di tessuto che assume infinite forme e funzioni.
E' un’usanza giapponese, anche se l’abitudine di avvolgere oggetti nella stoffa esisteva già nel Sud-est asiatico e nel MedioOriente.
Ecco un papà del Sud-est asiatico che porta un prezioso oggetto avvolto in un Furoshiki...



Nel 2005 il Ministro dell'Ambiente giapponese Yuriko Koike condusse un'indagine sulle borse di plastica arrivando alla conclusione che una borsa che pesa da 8 a 10 grammi richiede da 16 a 18 ml di olio crudo per essere prodotta. Inoltre durante il processo di costruzione emette 30 gr di diossido di carbonio (CO2) e altri 31 gr sempre di CO2 durante il suo incenerimento.
E' sotto gli occhi di tutti il disastro ambientale prodotto dalle apparentemente innocue sportine per la spesa, o shopper, nel mare antistante il Giappone e le coste orientali del continente asiatico: la famosa Isola di plastica del Pacifico di cui già dicemmo in apposito post.
Il Pacific Trash Vortex e’ un’isola di spazzatura, soprattutto plastica, formatasi nell’Oceano Pacifico a partire dagli anni cinquanta, con un diametro di circa 2500 km, pari ad una superfice di 4.909.000 Km², una profondità di 30 metri ed un peso di 3.500.000 tonnellate.
E' ad opera della North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica dotata di un particolare movimento orario a spirale, che i rifiuti galleggianti si aggregano fra loro.

Ogni anno vengono usate in Giappone 30 miliardi di borse di plastica.
Continuare a usarle è letale per la salute del nostro pianeta.
E' per questo che Yuriko Koike ha deciso di incentivare il ritorno alla tradizione del Furoshiki.
La foto qui sotto non è ancora una ragione sufficiente per piantarla con le buste della spesa?



La misura più comune del Furoshiki è di circa 75 centimetri quadrati e la più popolare è di 45 cm quadrati.
Tra i siti giapponesi molti ne sono che vendono deliziose stoffe in seta, lana, cotone, riproducenti motivi tradizionali rivisitati in chiave moderna, come questo, seducente, di kakefuda.co.jp.







Tre sono i metodi base di avvolgere gli oggetti con il furoshiki:
Hirazutsumi (che significa avvolgere) è il modo più elegante, indicato per fare pacchetti-regalo;
Hitotsumusubi (che significa "con un nodo");
Futatsumusubi (che significa "con 2 nodi").
Poi ci sono tante varianti di questi metodi base.



Otsukaizutsumi è il metodo più popolare per avvolgere oggetti quadrati.
Binzutsumi è il metodo per avvolgere bottiglie.
Kakushizutsumi è una variante del metodo Otsukaizutsumi e serve per avvolgere oggetti pesanti.
Makizutsumi è il metodo per avvolgere articoli cilindrici come rotoli.
Hikkakezutsumi è il metodo a due nodi per avvolgere scatole rettangolari.
Suikazutsumi è il metodo usato per avvolgere le angurie.
E chi di noi non ha mai dovuto affrontare in vita sua il problema di come avvolgere un'anguria?
Chi si ritiene immune da simili problematiche non si illuda; presto o tardi dovrà fare i conti con un'anguria recalcitrante che non si lascia avvolgere da niente e da nessuno.
Ecco, da oggi sappiamo che una soluzione c'è.
E' il metodo Suikazutsumi.














Applicazioni del Furoshiki da http://www.kakefuda.co.jp/

Bet, che ringrazio molto, ha appena commentato questo post, arricchendolo: in Catalogna, la sua terra, c'è l'equivalente del Furoshiki!
Si chiama "Mocador de fer farcells", cioè il "fazzoletto per fare pacchi", che la sua nonna usa ancora per metterci la pentola con lo stufato di coniglio (sigh)!

7 commenti:

  1. Veramente, dal nome non ne capivo niente... ma quando ho letto le tue spiegazioni ho capito che cos'è. Da sempre nella mia terra, la Catalogna, ha esistito il "mocador de fer farcells", cioè un "fazzoletto da fare pacchi" (o una cosa del genere)... la stoffa è ruda, fatta sempre a quadri neri e arancioni e in quasi tutte le case ce n'era uno.
    Ora, purtroppo non si usa tanto, ma mia nonna lo usa ancora e dentro ci mette la bella pentola con il coniglio stufatto...

    Ne potete vedere un piccolo pezzo qui: http://camidafrica.blogspot.com/2009/11/la-familia.html

    Saluti!!
    Bet

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  2. Wow, é davvero interessante! Grazie per questo post.

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  3. Anche mia nonna (pugliese) avvolgeva le pentole ancora calde in una specie di Furoshiki!

    Ho letto di questo modo di avvolgere i pacchi proprio nei giorni scorsi su una rivista francese, ma qui c'è mooolto di più!

    Questo è un altro post bellissimo al quale, con il tuo permesso, attingerò a piene mani, grazie!

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  4. P.S. vorrei contattarti privatamente ma non trovo più la tua mail... potresti "farmi un fischio" all'indirizzo lacasanellaprateria74 (at) yahoo.fr? ;-)

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  5. Grazie mille per aver condiviso questo post. Potrebbe essere una idea per il mio giveaway di Natale, se ti va puoi partecipare...
    Un abbraccio!

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  6. Arrivo qui per caso e, oltre a un blog molto interessante, trovo con piacere un post dedicato alla cultura del mio paese preferito, quello a cui ho dedicato gli studi e ora il lavoro di traduttrice. I furoshiki sono una meraviglia, sia dal punto di vista estetico che pratico.
    Se sei affascinata dalle stoffe giapponesi e dalla loro versatilità, ti consiglio di cercare qualche informazione anche sui tenugui: sono simili ai furoshiki, ma più piccoli e meno pregiati, senza nemmeno l'orlo ai bordi, ma si prestano ugualmente a tanti usi, pratici e decorativi. Io li colleziono! ;-)

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  7. Cara, c'è una sorpresa per te nel mio blog:)
    Grazie per essere passata!

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