Il bellissimo eco-giveaway di "Design per Bambini".
L'impegno è quello di ridurre le emissioni di gas inquinanti per mantenere l'aumento delle temperature sotto i due gradi e l'obiettivo per aiutare i Paesi in via di sviluppo è di sborsare 100 miliardi di dollari l'anno entro il 2020.
Il 10 maggio scorso con il marito partecipammo a un incontro organizzato dal Comitato "Non bruciamoci Pisa" insieme al MeetUp Pisa sugli impatti sanitario-ambientali della gestione dei rifiuti.
Questa la sintesi dell'intervento dell'oncologa Patrizia Gentilini che redassi e pubblicai nelle sedi opportune.
Direi che questa è la "silent pandemic", la silenziosa pandemia che dobbiamo temere, dalla quale nessuno si sogna di metterci in guardia, anzi, e non quella paventata terroristicamente dalle multinazionali farmaceutiche produttrici di vaccini, in accordo con il Ministero della Salute, che abbiamo subìto ricattati e ridotti all'impotenza.
Di questa silenziosa pandemia nessuno parla perchè gli interessi economici in ballo vanno nella direzione di incoraggiarci al consumo, allo spreco e a uno scorretto smaltimento dei rifiuti, "tanto va tutto a finire nel mucchio", e "tanto ci sono gli inceneritori".
Caldeggerei dunque la lettura paziente di questo articolo perchè riguarda la salute di tutti ma in particolare quella delicata e in formazione dei bambini, e quindi degli adulti che saranno.
Vorrei creare sani allarmismi, quindi spaventatevi un pochino, per favore, come mi sono spaventata io, ci farà solo bene.
Tutti i dati citati sono riscontrabili.
Armatevi di coraggio e buona lettura.
Scomode verità e cattivi maestri
Il Prof. Umberto Veronesi interpellato da Fabio Fazio alla trasmissione “Che tempo che fa” annuncia che gli inceneritori sono a “rischio zero”.
Intervistato in un’altra occasione, alla domanda se le emissioni da inceneritori facciano venire il cancro, risponde con un “Io non sono un esperto di inceneritori. Io mi occupo di salute.” e aggiunge “I miei esperti mi hanno giurato che non c’è un effetto importante sulla salute”.
Chi sono gli esperti di Veronesi che “hanno giurato” lo scopriremo proseguendo nella lettura di questo resoconto dell’intervento che la Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncoematologo ISDE Italia – Medici per l’ambiente – ha tenuto domenica 10 maggio nell’ambito dell’iniziativa di RES Pisa “Economia solidale in festa”.
Patrizia Gentilini, appartenente a due associazioni, ISDE Italia e Associazione contro Leucemie, Linfomi, Mieloma (AIL) sezione Forlì-Cesena di cui è vice presidente, è disposta a mettere la prima pietra di tutti i futuri inceneritori se si dimostrasse che questi non causano danni alla salute. Il codice deontologico di ISDE Italia afferma che l’ambiente è un determinante fondamentale della salute. L’aria è il primo medicamento, come già ebbe a dire Ippocrate.
Con raffinata capacità mediatica di persuasione ci hanno fatto credere al “problema rifiuti”: il caso di Napoli è stato creato ad arte per farci credere che la soluzione fossero inceneritori e discariche, entrambi soluzioni molto peggiori del male da combattere.
Il cittadino è disorientato di fronte alle posizioni antitetiche di chi dà informazioni.
Noi dobbiamo cominciare a rifiutare il concetto di rifiuto. Il rifiuto è una risorsa. Se c’è la crisi a maggior ragione acquistare le materie vergini è più dispendioso che ricorrere alle materie riciclate, il cui uso dovrebbe essere incentivato dalle pubbliche amministrazioni che invece sostengono bipartisan le politiche a favore degli inceneritori, perchè gli affari che si fanno con i rifiuti sono il doppio di quelli che si fanno con prostituzione e droga messe insieme.
Il problema cruciale è l’informazione. Irwin Bross dice che quando i governi dicono che qualcosa è buono per te in realtà stanno dicendo che è buono per loro. L’unico che ti può proteggere sei tu.
La combustione
Il processo di combustione trasforma materiali di per sé inerti in composti pericolosi e tossici. In natura la combustione non esiste, è un incidente. La natura conosce solo processi circolari, è l’uomo che ha introdotto processi lineari come la combustione; si può dire che siamo rimasti all’età del fuoco: mentre in natura esistono processi di generazione di energia informati al principio di trasformazione (nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma), noi per generare energia riusciamo a pensare solo al fuoco. Per la natura la soluzione è il compostaggio.
La combustione inoltre non fa altro che peggiorare è la desertificazione che interessa la nostra penisola (ad esempio la pianura padana).
Vengono invece propagandati come ecologiche ad esempio coltivazioni intensive di olio di palma che invece comportano deforestazioni importanti e necessitano di reti di trasporti.
Per quanto riguarda gli impianti di combustione a biomassa (vedi il caso dell’impianto di combustione a biomassa di origine forestale e agricola di Buti) erroneamente il problema è stato individuato esclusivamente nella CO2, che non è un veleno, perché la CO2 è l’unico prodotto disciplinato dalla normativa, dimenticando l’arsenico, le diossine, i particolati e tutte le altre sostanze tossiche prodotte dalla combustione di biomasse.
Cosa sono gli inceneritori?
L’inceneritore non è affatto un’alternativa alla discarica.
Gli inceneritori sono industrie insalubri di classe prima. Non sono idonee a ospitare inceneritori le zone agricole: e invece noi stiamo compromettendo la specificità del nostro territorio, l’agricoltura.
Il 10-20% delle emissioni sono 200 composti (diossine); e la normativa che dovrebbe tutelarci prevede soltanto tre controlli l’anno.
Gli inquinanti contaminano l’uomo che è al vertice della catena alimentare. Le emissioni: ossidi di azoto, diossine, anidride solforosa, particolati, metalli pesanti.
Ogni tonnellata di rifiuti produce 120 Kg di ceneri, sostanze tossiche comprese; ad esempio l’inceneritore di Brescia brucia 800.000 tonnellate di rifiuti all’anno, cioè 882 Kg di ceneri per ogni abitante.
Le polveri sottili: una questione di dimensioni
Il particolato è tanto più pericoloso quanto più è fine, la capacità di penetrazione va dall’attacco delle alte vie respiratorie fino alla penetrazione cellulare e quindi alla determinazione dell’insorgenza di tumori, passando per la determinazione di patologie quali l’ischemia e la trombosi, effetto facilmente deducibile dall’evidenza che il fumo, ad esempio, è alla causa di ipercoagulazione del sangue e di ostruzione dei vasi.
Il cosiddetto PM10 ha le dimensioni del polline; più pericoloso è il PM2,5 delle dimensioni di un globulo rosso, mentre il più pericoloso, con effetto genotossico, è quello delle dimensioni di un virus, che entra nelle strutture più sottili delle cellule di cui riesce a alterare le funzioni, che i filtri degli impianti di incenerimento non riescono a trattenere.
Si registrano 389.000 morti all’anno in Europa a causa di particolato PM2,5 di origine antropica (Agenzia Europea dell’Ambiente).
Studi recenti prospettano ulteriori scenari: le particelle più sottili hanno la capacità di raggiungere i lobi frontali determinando processi infiammatori e degenerativi correlati con patologie quali l’alzheimer attualmente in aumento: l’incidenza è stimata in termini di quadruplicazione dal 2006 al 2050.
Che cosa esce dagli inceneritori?
Lo IARC, International Agency for Research on Cancer dell’OMS e l’Istituto Superiore di Sanità riportano l’elenco dei cancerogeni: arsenico e cadmio sono considerati in medicina cancerogeni certi, ma anche diabetogeni (si asta assistendo al fenomeno dell’aumento del diabete infantile) e causa di patologie cardiache; il cadmio in particolare interferisce con le funzioni ormonali, oppure altera il DNA; mercurio e piombo sono cancerogeni possibili e provocano danni allo sviluppo cognitivo e psichico soprattutto nei bambini: è stabilita una relazione ad esempio tra mercurio e autismo nell’infanzia (il mercurio è reperibile soprattutto nei pesci di grossa taglia, sconsigliato dunque alle donne in gravidanza).
Diossina
Le diossine sono molecole estremamente stabili presenti nella catena alimentare, quindi assunte attraverso la dieta, e la loro patogenicità si realizza per accumulo nell’organismo; i tempi di permanenza nell’organismo sono di 7-10 anni, necessari a dimezzarne la presenza, quindi ogni dose si aggiunge all’altra rendendo impossibile l’eliminazione se non nel modo più drammatico, e cioè mediante la gravidanza e soprattutto l’allattamento: in un campione di latte prelevato al terzo mese di allattamento è stata trovata una quantità di diossina pari a 30 picogrammi, cioè il doppio rispetto ai limiti di sicurezza individuati in un range di 3,5-15 picogrammi dal regolamento CE 2375/2001 di modifica della definizione dei tenori massimi di taluni contaminanti presenti nelle derrate alimentari, ed è noto quanto i livelli di protezione siano limiti di sicurezza convenzionali, sempre inevitabilmente frutto di compromessi tra interessi economici e studi scientifici, incapaci di tutelare al 100%.
Ci viene detto di tutto: la diossina è prodotta dagli incendi boschivi, dal traffico urbano, ma ad esempio un anno di traffico stradale contribuisce per l’1,1% a determinare i livelli di diossina, rispetto al 64% della produzione industriale e ospedaliera.
Le diossine sono sostanze non del tutto conosciute; non si tratta di agenti cancerogeni ma di sostanze che facilitano l’attacco di altri cancerogeni; sono responsabili di patologie neurocomportamentali, immunosoppressivi, ormonali, cancerogeni (sarcomi, linfomi della prostata, del colon retto e della mammella), di tiroidite, endometriosi, in qualità di sostanze “multiorgano”, rispetto ad altre molecole che prediligono un organo bersaglio; di certo c’è che nelle cellule è presente un recettore che ha un ruolo cruciale per lo sviluppo della vita, capace di legarsi a queste molecole, ma non ne conosciamo il comportamento.
Umberto Veronesi ha dichiarato che a Seveso non è successo niente.
Tutto il mondo conosce gli effetti della diossina, o Agente Orange, in Vietnam.
“A silent pandemic”
Le sostanze inquinanti stanno compromettendo il cervello dei bambini: il rapporto AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) 2008 sull’incremento dei tumori nei bambini negli anni 1988-2002 è stato del 2% (a fronte dell’incremento di 0,6% in USA e 1,1% in Europa) raggiungendo il 3,2% solo nel primo anno di vita, dato spiagabile solo con un’esposizione ad agenti patogeni allo stadio pre-gametico.
Tutte le sostanze inquinanti trovano un bersaglio privilegiato nel cervello del feto, notoriamente l’organo più ricco di grassi, in quanto sostanze lipofile, cioè solubili nel grasso.
Esperimenti su cavie ci forniscono ulteriori elementi per dichiarare quanto lo sviluppo fetale determini il nostro destino di salute o di malattia; è la storia dell’esposizione agli agenti patogeni di un individuo a partire dal suo concepimento a determinarne gli esiti in una direzione piuttosto che un’altra. E’ infatti stato dimostrato che cavie femmine trattate con un cancerogeno certo sia durante lo sviluppo fetale che dopo la nascita hanno sviluppato un tumore alla mammella incidente per il doppio del valore registrato in un altro campione di cavie trattate solo dopo la nascita.
Che almeno i rischi per la salute dei bambini scuotano le coscienze, visto che le nostre sono indifferenti! E’ noto quanto gli organismi in accrescimento abbiano una sensibilità e recettività diversa rispetto agli adulti.
Pensiamo almeno a proteggere i bambini, dice Bruce P. Lanphear, direttore di Children’s Environmental Health Center, Cincinnati, US.
Gli studi epidemiologici
Gli studi sulle popolazioni residenti in prossimità degli inceneritori a cura di Pietro Comba, Lucia Fazzo e Fabrizio Bianchi rivelano un incremento di tumori. La valutazione nell’area circostante l’impianto di Coriano (Forlì), eseguito con metodologia di analisi multicriteriale GIS, Geographic Information System (che considera anche la direzione dei venti) ha analizzato gli effetti dell’esposizione alle sostanze tossiche derivanti dalla combustione di rifiuti tossici e ospedalieri sulla popolazione suddivisa in quattro livelli di esposizione; nonostante le conclusioni denunciassero un raddoppio di incidenza dei tumori nell’intera coorte analizzata (uomini e donne) nel raggio di 3,5 Km, la Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri dell’Emilia Romagna, pur di dare un’informazione tranquillizzante optò per ridimensionare i risultati dell’indagine epidemiologica e rassicurare sul fatto che i dati non avevano mostrato un incremento significativo chiedendo una moratoria sugli impianti di termovalorizzazione -incenerimento della regione, intervento che scatenò le ire di Bersani che minacciò ispezioni e sanzioni disciplinari e fece dire a Lorenzo Tomatis (Presidente Consiglio Scientifico ISDE, Direttore Esecutivo IARC) che le conclusioni degli studi di Coriano erano ambigue e contraddittorie.
Perché tanti negazionisti, “produttori di dubbi”, quelli per i quali non ci sono mai prove sufficienti? Gli nteressi economici si scontrano con i risultati scientifici. Il conflitto di interesse è la piaga che affligge la medicina. Altrettanto accade per l’impatto dei telefonini, degli OGM ecc.
In Italia è redditizio bruciare anche l’acqua, dice Paolo Rabitti, il perito della Procura di Napoli che ha indagato Bassolino e Bertolaso, autore di “Ecoballe”, Aliberti Editore.
Patrizia Gentilini non ha tessere politiche, non è ambientalista. La sua iniziativa di un atto notorio sottoscritto da quattrocento medici ha suscitato dissensi e provocato prese di posizione come quella dell’ex primario della struttura dove svolgeva il suo servizio la Dott.ssa Gentilini, che da difensore strenuo degli inceneritori ha pubblicamente dichiarato che le quattrocento firme non avevano nessun valore e che la diossina non è cancerogena. Il Prof. Lorenzo Tomatis in quell’occasione le disse che le generazioni a venire non ci perdoneranno i danni che stiamo procurando loro.
Altro episodio significativamente spiacevole è stata l’aggressione verbale subita dalla Dott.ssa Patrizia Gentilini da parte dell’aspirante sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che l’ha apostrofata “Maga Magò” e “alchimista” per avere denunciato i danni sulla salute causati dagli inceneritori. La lettera sottoscritta da cinquanta medici in difesa della Dott.ssa Gentilini a proposito di questo episodio non è stata pubblicata da nessun giornale toscano. Matteo Renzi è infatti colui che ha pubblicato a spese della Provincia di Firenze dei fantomatici “Studi” per promuovere cento anni di incenerimento senza danni in Danimarca.
Peccato che i danesi non siano i migliori maestri: la loro legislazione non pone limiti agli inceneritori fino al 2003, e tuttora vige una clausola di esenzione per i bruciatori.
Questa la stucchevole campagna della Provincia di Firenze, dove il termovalorizzatore è indicato come l'unica scelta "di buon senso" che possiamo fare per i nostri figli...
Altra impostura è la pubblicazione di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grosso e Vito Foà, “Il recupero di energia dai rifiuti. La pratica, le implicazioni ambientali e l’impatto sanitario”.
Foà è il famoso “esperto giurato” invocato da Veronesi nella succitata intervista. L’impatto sanitario è a sua cura. Liquida autorevoli studi epidemiologici in poche battute. Conclude che non esistono nessi di causalità tra cancro e sostanze tossiche non essendoci diminuzione dell’incidenza allontanandosi dalla sorgente di emissione. Quali le fonti? Gli studi di Elliot e Knos riportati dall’ISDE internazionale che ricordiamo riconosciuta dall’OMS.
Foà falsifica deliberatamente la traduzione dall’inglese introducendo una negazione laddove invece si asseriva esattamente il contrario, e cioè che c’è diminuzione dell’incidenza del cancro allontanandosi dalla sorgente di emissioni tossiche.
Vito Foà: chi è costui? Luminare della Scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro di Milano, già ascoltato dalla Procura di Venezia nel 1989 a riguardo del processo di Porto Marghera aveva dichiarato che il CVM (cloruro di vinile) era un cancerogeno. Interpellato su quesiti analoghi dopo nove anni, nel 1998, non sa più cosa rispondere. Cosa è cambiato dal 1989 al 1998? Che Vito Foa è diventato un consulente Enichem. Vito Foà è l’esperto giurato di Veronesi.
L’Associazione Italiana di Epidemiologia in due studi difficilmente contestabili dichiara l’incidenza di tumori in relazione alle diossine. Il danno è riconosciuto per quanto riguarda gli impianti di incenerimento di vecchia generazione, perché nei nuovi la concentrazione di diossina è passata da 4000 (il limite dei vecchi impianti) a 0,1 nanogrammi, limite di tossicità calcolato però come se si trattasse di diossina di Seveso, il cui valore è stato stimato dall’Istituto Superiore di Sanità 10.000 volte superiore rispetto alle altre diossine. Sui nuovi impianti inoltre non esistono studi. Oltretutto i camini sono più alti, quindi è immaginabile che la propagazione delle emissioni sia più ampia. E, cosa ancora più grave, le particelle emesse sono più fini.
Qualche chicca.
Il premio per il più bell’inceneritore del mondo, assegnato all’inceneritore di Brescia, val bene il sacrificio di un po’ di latte contaminato. I livelli di diossina si sono abbassati solo quando le aziende agricole hanno smesso di dare alle mucche il foraggio coltivato nel raggio dell’inceneritore vincitore.
Tutti i polli cresciuti intorno al termovalorizzatore di Montale (PT) sforano in modo importante i livelli di diossina. Si fanno le analisi, si conclude trionfalmente che l’inceneritore non c’entra nulla, perché i polli sono così lontani dal camino di Montale da essere finiti a trecento metri dall’inceneritore di Baciacavallo…
Solo il Parlamento Europeo si è preso la briga di fare un’interrogazione sui polli toscani alla diossina, in Italia tutto tace.
Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino sta costruendo per il 2011 un impianto di termovalorizzazione confortato dagli studi del Politecnico che hanno già quantificato i costi in euro delle malattie previste che saranno provocate dall’impianto.
I costi sanitari e ambientali.
Le stime del 2005 dell’OMS rivelano che l’Italia potrebbe risparmiare 28 miliardi di Euro l’anno riducendo l’inquinamento atmosferico.


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