giovedì 25 febbraio 2010
Mamma ha preso l'aereo
Comincia stasera l'attesa serie di docufiction su La7 "Mamma ha preso l'aereo".
Da tempo sul Forum Le Radici e Le Ali ne discutiamo, ora sembra che le riserve siano sciolte, soprattutto grazie alle rassicurazioni dei protagonisti, di cui più sotto vi riporterò le parole, e siamo pronti a vedere questa prima puntata che ci racconta di un'adozione in Vietnam!
Il programma è patrocinato dall'Ente Cifa Onlus (Centro Internazionale per l’Infanzia e la Famiglia).
La7 ha seguito l'attesa di 6 famiglie fino al viaggio e al ritorno a casa daVietnam, Brasile, Filippine, Perù, Ucraina.
Il "nostro" timore, di famiglie adottive, erano la spettacolarizzazione e la strumentalizzazione di storie che in fondo sono comuni a tutti: il desiderio di una famiglia che diventa realtà.
E' vero che quello che per molti avviene nell'intimità della propria famiglia per noi genitori adottivi deve per forza svolgersi "all'aperto", è per sua natura esposto agli sguardi, servizi sociali, giudici, specialisti, come lo sarà il nostro bambino che tutti guarderanno con molta più curiosità di un altro palesemente figlio dei propri genitori.
Cogliamo quindi l'opportunità offertaci dalla televisione, così come facciamo noi nei blog, nella direzione anche del tentativo di sensibilizzazione, perchè l'adozione sia percepita sempre di più come qualcosa di normale e possiamo essere famiglia in mezzo ad altre famiglie.
Dicevo che è stato soprattutto uno dei genitori protagonisti della trasmissione, Luciano, a convincerci tempo fa sul Forum Le Radici della bontà dell'iniziativa.
Lascio a lui idealmente la parola in modo che tutti possiamo comprendere meglio il senso di questa sua esperienza concretizzatasi nella puntata dedicata all'adozione in Brasile.
"Sono uno dei papà che ha partecipato a questo programma e visto il montare delle polemiche (inevitabile e prevedibile) ci tengo a precisare che non si tratta di un reality, ma di una docu-fiction: un tipo di programma che sta a cavallo tra la narrazione e il documentario.
In letteratura questo ibrido si chiama giornalismo-narrativo e un campione in questo per bravura e rigore è Saviano.
Chi ha tirato in ballo il termine reality per questa trasmissione o anche solo spettacolo è per pura pigrizia e per un riflesso automatico (alla fine in Tv sembra che la realtà possa essere raccontata solo attraverso un genere becero che fa spettacolo).
Comunque io e mia moglie non vediamo molta televisione, avendone una opinione negativa.
E quando siamo stati abbinati ai nostri dolci 3 figli ci è stata fatta la proposta di partecipare a questo programma, abbiamo titubato, ma abbiamo acconsentito avendo ricevuto alcune garanzie (come l'ultima parola sulle immagini da non mandare in onda).
Ci siamo trovati così alle prese con una troupe eccezionale per sensibilità, partecipazione e discrezione. Così bravi che alla fine sono stati acquisiti dai nostri figli come "zii".
Quindi non c'è spettacolo nè speculazione, ma un racconto onesto.
O almeno così ci pare.
Si potrà avere un'opinione diversa e pensare tutto il male.
Noi siamo preparati alle critiche e alle polemiche, perchè così va il mondo e ci si divide sempre in favorevoli e contrari.
Io mi sento solo di dire: a ognuno secondo la sua sensibilità.
A noi ci sembrava che raccontare e far conoscere fosse una buona cosa.
E ne siamo ancora più convinti dopo aver visto il materiale girato e montato: non c'è concitazione, copione recitato, invasività del mezzo.
Piuttosto risultiamo così come siamo e come siamo sempre stati.
I bambini sono stati rispettati al punto che per loro la troupe è diventata parentado e per noi degli ottimi amici.
Ci teniamo anche a sottolineare che non abbiamo ricevuto soldi e compensi.
Ci siamo resi disponibili consapevoli fin dall'inizio che non ci sarebbe stato alcun ritorno".
A proposito dell'argomento "zii di Chicc" io e mio marito ringraziamo ancora tutte e tutti voi che vi siete prenotati.
La nostra famiglia si sta allargando a dismisura!
Dove vi metteremo tutti quando ci ritroveremo tra parenti, tipo a Natale, Pasqua e feste comandate?
Uhm.... un'idea fantastica bolle in pentola giusto in questi giorni... ;)
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bene, finalmente qualcosa di interessante in tv, no? ; )
RispondiEliminaIn alternativa potrete passare le feste comandate in una diversa città italiana per decenni! Ah, qui ci vorrebbe proprio un pò di gente giovane che ci abbassi la media...
RispondiEliminaSpero che la docufiction non vi deluda e che sorta i risultati di sensibilizzazione da voi sperati.
Un abbraccione, DaniVS
Da brava "zia" (posso anch'io?) mi sa che questa sera per una volta accenderò la TV e me lo guarderò... Speriamo che la trasmissione non banalizzi né strumentalizzi l'argomento, sarò curiosa poi di sapere la tua opinione :)
RispondiEliminaEcco venivo al tuo blog appunto per sapere che ne pensavi della trasmissione, ne ho visto qualche frammento e non mi è parsa nè banalotta nè "spettacolarizzante" nè reality. Mi piacerebbe sapere come ti è sembrata.
RispondiEliminaGrazie ancora per farci arrivare queste novità dall'Italia. Qui in Catalogna tutto è solo attesa attesa attesa e non ci sono niente informazione né documentari né niente...
RispondiEliminaGrazie...
E... vorrei inviarvi un pezzettino per la vostra Bai Jia Bei, ma non so come fare. Forse puoi scrivere a turismebet@yahoo.es e scambiamo indirizzi?? Grazie
Ho guardato la trasmissione con mio marito e ne sono rimasta ben impressionata. Mi sembra sufficientemente realistica.
RispondiEliminaAda
Dolce mammamandorla :) se passi dal mio blog c'è una cosa per te.
RispondiEliminaTi penso spesso e ti abbraccio
ciao Mammandorla, gran bella storia...
RispondiEliminati scrivo per dirti che ho segnalato il tuo bel blog in un post dedicato al sudest asiatico sul mio blog MilleOrienti. Spero ti faccia piacere...;-)
a presto,
Marco