martedì 5 ottobre 2010

Manualetto per mammeinpartenza

E' da tempo immemorabile che non ci vediamo su queste pagine, il fatto è che l'è dura, l'è dura!
Nella mia nuova vita con Chicco occuparmi del blog è una voce precipitata in fondo alla lista delle cose da fare, oggi me la concedo solo perchè sto lavorando di nuovo e devo frequentare il computer, con buona pace del diritto alla maternità, e poi perchè in famiglia siamo tutti e tre candidati all'influenza, e mi prendo forzosamente una pausa dalle incombenze donnesche (checchè se ne dica donnesche sono e donnesche restano...).

Chicco cresce, e cresciamo noi con lui in felicità, ma anche, appunto, in cose da fare.
Dopo avere scambiato opinioni con altre mamme adottive è giunto il momento della verità, e cioè di sfatare il mito che la permanenza nel paese di vostro figlio e il rientro a casa siano tutti rose e fiori.
E' possibile che molte neomamme vivano solo lo stato di grazia, per altre invece non è così.
E' tutto rose, fiori e qualche spina, che credo sia necessario mettere in conto per non lasciarsi sopraffare dagli eventi.
Ecco dunque un manualetto di sopravvivenza per la mamma adottiva prossima alla partenza.

Questi bimbi che abbiamo scelto con grande determinazione e caparbietà di avere mentre potevamo benissimo non averli, quando arrivano attivano tutta una serie di dispositivi che possedevamo a nostra insaputa, cioè non eravamo abituati a usare:

- le braccia:
da un giorno all'altro la mamma adottiva si trova ad avere in collo per più di dodici ore un cucciolo di dieci chili che aderisce perfettamente alla pelle.
La temperatura tropicale vietnamita, 90 % di umidità, completa il quadro.
Da anni ho sognato di tenere tra le braccia un bambino, magari solo per un poco, ma non ne ho mai avuto l'occasione.
Ed ecco che la vita ripaga tutto insieme questo desiderio lungamente nutrito.
E la mamma adottiva non riesce a esprimere la sua gratitudine come avrebbe voluto, come aveva immaginato.
Per godersi appieno questo momento, mamme adottive, cercate di arrivare in forma all'incontro, sia psicologicamente che fisicamente, munitevi di sali minerali e reidratatevi continuamente, non lasciate che la stanchezza fisica e l'ansia vi sopraffacciano.

- la capacità critica:
i gorni successivi all'incontro possono essere da difficili a molto difficili per il bambino, e di conseguenza per voi.
Vomiterà con grande naturalezza tutto quello che voi, presi dall'ansia di restituirgli ciò che gli è mancato, gli somministrerete.
Passerà notti insonni senza trovare posa, addormentandosi solo alle prime luci dell'alba, sul passeggino.
L'Hotel Huong Sen dove abbiamo alloggiato aveva l'aria condizionata solo nelle camere, ho passato notti intere su e giù per i torridi corridoi con Chicco attaccato a ventosa.
Se vi succedono cose simili valutatele con grande serenità e obiettività, senza spazientirvi e prendere abbagli; il vostro affetto traboccante rischia di essere eccessivo per un bambino che è abituato a piccolissime quantità di cibo e d'amore.

- la capacità collaborativa:
da quando il vostro bambino è finalmente con voi voi non appartenete più a voi stesse, mamme ma anche papà.
La decisione di andare in bagno, ad esempio, dovrà essere presa solo dopo valutazione del rapporto rischi-benefici e di comune accordo con il coniuge.
Il vostro corpo non è più solo vostro, come prima, e di conseguenza il tempo.
Mi ha stupito la dimensione quasi "viscerale" dell'adozione: il corpo, che per anni ha taciuto delegando alla mente e al cuore l'attesa del bambino, è improvvisamente coinvolto in modo totalizzante, quasi a recuperare in tutta fretta nel poco tempo a disposizione quella dimensione di fisicità del rapporto tra mamma e figlio che è mancata a entrambi, vitale per il piccolo.
Abbandonatevi ad essa (dimensione) senza opporre resistenze, siate fisicamente disponibili a creare e costruire questo legame anche corporeo con il vostro bambino, mobilitate lo spirito di collaborazione con il vostro compagno per concedervi a vicenda i necessari momenti di riposo e le pause per ricaricarvi.
A casa imparerete a sfruttare i momenti in cui il bimbo dorme per fare le cose che non riuscirete mai più a fare con la stessa libertà di prima!

- obiettività:
Il vostro bimbo, dopo il primo momento del'incontro, che può essere vissuto diversamente da bimbo a bimbo, e anche al rientro, vi seguirà docilmente.
E' facile illudersi che questo voglia dire: Ci ha riconosciuti! Ha capito che siamo proprio noi mamma e papà! E gloriarsene di fronte a amici e parenti che concorderanno assecondandovi e arrivando a dirvi quanto il bimbo vi somigli addirittura.
Sbigottirete invece quando il piccolo butterà le braccia al collo anche di altre persone.
Il fatto è: come avrebbe potuto seguirvi, il bambino, se non fosse stato purtroppo accondiscendente nei confronti di figure genitoriali quali voi siete casualmente?
Voi avreste potuto benissimo essere i genitori del piccolo della famiglia adottiva che è venuta in Vietnam con voi.
Questo conferma quanto ogni bambino sia potenzialmente figlio per un adulto.
Ogni bambino poteva essere nostro figlio.
Di fatto il vostro diventerà "vostro figlio" dopo del tempo, c'è bisogno che scriviate una storia di famiglia insieme.
E allora abbracciare un adulto o un altro farà la differenza, ogni persona assumerà il proprio ruolo agli occhi del vostro bambino, che non sarà più finalmente, così accondiscendente...

Sarebbe bello raccogliere altri suggerimenti da dare alle mammeinpartenza... commentate, mammefinalmenteacasa!


Il BJB è ancora in cucitura (a mano...) nei momenti che riesco a ritagliarmi... intanto i riquadri sono per Chicco materiale inesauribile per giocare e inventare storie e personaggi...

6 commenti:

  1. Che tenerezza... e sono consigli validissimi per tutte le mamme, non solo per quelle adottive!

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  2. Infatti! Ritrovo molte delle difficoltà provate ad avere improvvisamente in braccio la mia cucciola, casualmente di panza e non di cuore, e del peso iniziale di soli 3 kg.
    Improvvisamente non mi appartenevo più, nè fisicamente nè emozionalmente.
    Reclamo a gran voce foto di Chicco!!
    Vi abbraccio,
    Dani

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  3. COncordo...vale per tutti i genitori, non solo quelli adottivi! il mio Picci ha dieci mesi ed io sono ancora stravolta dalle novità!

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  4. Carissima,
    è stato un piacere conoscerti, siete proprio come vi avevo immaginato, una splendida famigia a cui brillano gli occhi.
    Un bacio a quel cucciolo meraviglioso e grazie per il manualetto, anche se sono già a casa fa bene leggere quanto siamo uguali ...
    ti abbraccio forte
    Simona

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  5. Cara mammandorla, ti scrivo dopo aver letto più e più volte il tuo blog... Grazie perché ogni volta mi ritrovo commossa. Anche io sono mamma da poco e il tuo blog è sempre ricco di emozioni... un abbraccio!

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  6. Il tuo cucciolo é davvero splendido amica cara!!!Bel manuale...utile davvero.....a tutte le amiche in partenza..speriamo tante!!!un abbraccio grande grande da noi tre

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